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Spartiti per Scutari


progetto
via
Regnoli


Scrittura
creativa

corsi 2010

Scrittura Creativa: laboratori e incontri  

Con scrittura creativa intendiamo un viaggio di esplorazione delle molteplici forme che assume il linguaggio senza limiti per la curiosità, inventando giochi di parole, costruendo mondi possibili e buffi, dove la parola diventa lo strumento per comunicare le proprie sensazioni e cogliere le sfumature della realtà che ci circonda. 

Organizziamo laboratori per ragazzi e adulti, incontri seminariali e altre iniziative di scrittura e lettura. 

Corsi 2010


"Fuori dalle righe - laboratorio di scrittura stra-vagante" 
Debora T. Stenta e Giorgia Monti
in luoghi non definiti perchè itinerante, (info 349.8627685)
a sabati alterni, a partire dal 23 gennaio, ore 16-19

"In punta di dita - laboratorio di scrittura espressiva" 
Debora T. Stenta
presso Studio di Counseling "Nuovi Linguaggi", via Cornacchia 2 Faenza,
dal 15 gennaio a settimane alterne, ore 20

laboratori

Queste sono le sintesi dei percorsi laboratoriali che proponiamo quest'anno:

La fucina dell'immaginario - per la scuola primaria

La fucina dell'immaginario - per la scuola secondaria

La fucina dell'immaginario - per adulti

Le tecniche e gli esercizi che abbiamo messo a punto di ispirano ad autori e sperimentatori soprattutto europei (surrealisti, dadaisti, Handke, letteratura per l'infanzia, nonsense, scrittura giocosa antica, poesia italiana dagli anni ’70, filastrocche, etc.) e mirano alla maturazione di un gusto per la conoscenza e il gioco con la lingua intesa come forma e come sostanza, e all’esplorazione dell’interrelazione tra significato e significante.

Lo scopo delle nostre attività di scrittura è quello di far avvicinare ancora di più i partecipanti ad un uso della parola e del suono intenso e profondo, tentando di fare agire tutti i livelli possibili di coinvolgimento (cuore, organi di senso, corpo, mente, etc.), collegando il linguaggio orale e scritto anche ad altri linguaggi ed esplorando quindi anche nessi e correlazioni tra le nostre diverse esperienze in altre discipline di espressione artistica, intellettuale e corporea. 
Un ulteriore stimolo è rappresentato dall’emozione che suscita la lettura.

Di seguito alcuni prodotti della maratona di scrittura del 24 giugno 2008:

Conseguenze inaudite

La gatta frettolosa avrebbe fatto i gattini ciechi, se solo tu avessi respinto l’aria condizionata del mondo e respirato il dolore e la gioia dipinta del tuo sorriso.

Il dente tremerebbe dentro il vaso, se la combinazione fosse 846.

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare, se ci sono meno zanzare e anche meno tarli!

Il colore blu è quello che preferirei in tutte le sue sfumature, se lasciassi in frigo il pesce molti giorni.

Io avrei giocato nel mare dei tuoi sorrisi e nel blu del tuo cuore, se il cane avesse cantato collera.

Durante la notte la cima della montagna sarebbe tornata da Maometto, se ne avessi avuto la forza.

Le ciabatte strisciano; quando le sfreghi sul pavimento fanno rumore se la pagnotta viene mangiata dallo stregatto.

Oggi avrei incontrato la bellezza, se solo avessi fatto indurire la creta.

Il leader trascinerebbe la folla, se fosse vero che (D)io è.

La moglie di Tonino avrebbe volentieri comprato quelle galline ovaiole, se tu fossi stato veramente libero.

Si potrebbe anche pensarci, se avessero potuto prima mettere il pomodoro e poi la mozzarella.

Le mosche mettono a dura prova l’attenzione; girerebbero indisturbate sulla torta, se non ci fossero i genitori.

Il padrone di casa ha portato le chiavi della nuova cassetta delle lettere. Se si prenderà del tempo, recupererà.

I cadaveri squisiti (post-titolati)

Prigionia
Il pesce arrossito si arrampicò dentro aggressivo.

L’albicocca
Il faro succoso sospeso sull’albero: irresistibile.

Quotidianità
La casa felice divora i calzoni incantevoli.

Il complesso
Un pube brutto si spaventò. Rabbia nascosta.

Inconvenienti del mestiere
Un tappezziere solare ascoltò le nudità, rattoppato.

Riflessi
Il mare luminoso stimolò il cielo verde.

Non trattenere
L’armata rossa sostanziosa si emoziona dentro al pozzo pelloso/peloso.

L’indifferenza
Un cane farlocco, sfrattando occhi, ti snerva.

Fine dell’adolescenza
Il cielo molto chiaro sconfinerà. Il cane di mia nonna, stanchissimo.

Delirio di libertà
Un evaso artificioso vangherà sulla fronte pruriginosa.

Materiale informe
Una briciola altisonante si lancia nel marmo esistenziale.

È festa
Un coriandolo rigoglioso raccoglieva lo specchio scosceso.

Prigione di un camino
Il camino variopinto: “Comprami!”, ma dalla grata solo acido.

La scelta arancione
L’indecisione fresca ha accettato un’arancia splendida splendente.

L’arrivo
La rana graziosa ti colpisce su un albero limpido.

Passione interrotta
Il drago scivoloso amò l’orsetto otturato.

Il lupo e la vera storia di Cappuccetto l’assassina
Cappuccetto Rosso, arrabbiata forte, imprecò davanti alle sorprese radiose.

Improvvisazioni scrittorie

Titolo: La vita in collina
Stile: fiaba

C’era una volta una piccola collina che si ergeva sopra la Fratta. Viveva tranquilla, calma e rilassata da migliaia di anni circa, anno più anno meno. Era tanto tranquilla che con l’andare del tempo non sapeva fare altro che dormire, perché là nulla accadeva. Pace assoluta…
Un bel giorno però sul suo dorso qualcosa si mosse! Sulle sue dolci curve costruirono una casetta, ma questo non la disturbò più di tanto. Ciò che la destò definitivamente furono certi suoni di tamburo, certi balli balcanici, certa musica africana, certe poesie lette ad alta voce da un gruppo di amici artisti…
All’inizio per la tranquilla collina fu davvero uno shock, era tanto arrabbiata che decise di non far più produrre nessun frutto alla sua terra. Il gruppo di amici non aveva più di che nutrirsi; i suoni di tamburo finirono, quegli strani balli balcanici terminarono, gli schiamazzi di quella marmaglia di artisti cessarono, perché la terra fu abbandonata.
La vita ritornò piatta come prima… Tanto piatta che la collina cominciava ad annoiarsi, perché, una volta svegliata, era diventata pure insonne. Cominciava a rimpiangere quel gruppo di artisti che con tanta passione, amore, e un briciolo di follia l’aveva coltivata e le aveva voluto bene.
Si sentiva terribilmente sola e cominciò a lacrimare. Pianse così tanto che l’acqua cominciò ad irrigare i campi e ogni genere di frutta, verdura, compresi l’aglio, la cipolla e lo scalogno, iniziarono a nascere ovunque. A quel vedere il gruppo di artisti decise di tornare sulla collina e da allora, anche se nessuno lo vede o lo sente, la collina danza, canta e recita poesie insieme a loro, felice.

Titolo: La vita in collina
Stile: fiaba

Enero Dentenero

Enero era nato nel mese di gennaio, di un inverno molto freddo. Era cresciuto insieme alle sue quattro sorelle in un paese sopra Borgo Rio. Una ad una le sue sorelle partirono a sposarsi in città, ed Enero rimase solo con i suoi due vecchi genitori. A casa c’era da fare: tagliare la legna, dare da mangiare agli animali, portarli nei pascoli. Ma lui si annoiava, sentiva la solitudine, e così si consolava mangiando dei gran dolci.
Gli venne una carie, e dovette andare in città dal dentista. È lì che fece la conoscenza del dottor Sbiancador. Si innamorarono a prima vista, si sposarono ed ebbero tanti pazienti.

Titolo: La vita in collina
Stile: fiaba 

Un tempo lontano lontano, quando l'uomo andava a quattro zampe, la vita in collina era più adatta a lui; per opera del mago Tiramolla, infatti, le zampe davanti si allungavano e si accorciavano a seconda della pendenza del terreno, sia che fosse in salita, sia che fosse in discesa… Così l'uomo andava avanti e indietro, di qua e di là senza che le ginocchia delle zampe dietro gli facessero male...
Ma un giorno, a causa di un grande scrollone, la collina si appiattì. Allora l'uomo si chiese: “Perché vado a quattro zampe, che tanto è tutto in piano ?”. Poi si mise davanti a uno specchio magico, che lo rifletteva come se fosse eretto, sulle zampe dietro. Si piacque di più. Chiese allora allo specchio “Specchio specchio che mi vedi, da oggi potrei camminare sui piedi?” (sì, perché le zampe dietro, lui le chiamava già così).
Lo specchio, che era nemico del mago Tiramolla, acconsentì. È da allora che l’uomo vive eretto, felice e contento. Ma delle volte ha male ai piedi. 


Titolo: L’insostenibile leggerezza dell’essere
Stile: grezzo

Io mi alzo la mattina e quasi sempre, oh, mi sento de mmerda. Cioè ho male dappertutto, ho ancora sonno, fame e nausea nello stesso tempo, insomma mi pesa l’esistenza.
Poi mi faccio forza, mangio qualcosa e la maggior parte delle volte mi viene lo stimolo e corro in bagno.
Questo momento fa da spartiacque nella mia giornata: dopo, mi sento più leggera. Una leggerezza che inganna però: così sollevata, mi viene quasi di tornare a letto, non pensare più a niente, far svanire le mie preoccupazioni.
Così non ha più senso niente.
Allora mi tocca inventare degli ultimatum, delle sfide, delle complicazioni varie per poter uscire di casa e fare quel che ho da fare. (cazzo).

Titolo: L’insostenibile leggerezza dell’essere
Stile: grezzo

T’a m’è rot e caz cun tota c’la sfarfalera! 

Titolo: L’insostenibile leggerezza dell’essere
Stile: grezzo

Cacchio vuol dire “Insostenibile”?
La leggerezza lo so, a me mi piace la leggerezza, che se invece una cosa è pesante, uno fa fatica.
Me mi viene il mal di schiena, presempio.
Essere, l'essere...... boh, e allora? Può voler dire che è un essere, come per dire l'essere umano, oppure l'Essere con la lettera grande, che sarebbe Dio per chi ci crede, che io a modo mio ci credo, ma nei preti no.
Se no può essere l'essere come quando uno dice “io sono, lui è, loro sono...”, che mi ricordo che a scuola in terza elementare l'abbiam studiato.
In conclusione, adesso che rileggo bene il titolo, dico che è proprio vero, che una cosa può essere così pesante che uno non la tiene su, anche se per un altro, per dire è leggerissima: presempio, un sputo.

Titolo: Capigliature
Stile: canzone

Capelli di qua, capelli di là,
ma cos’è tutta questa roba qua?
Lunghi corti ricci mossi
Ma perché perché perché? 


Titolo: Capigliature
Stile: canzone

C’è chi li porta lunghi
C’è anche chi li porta corti
C’è chi poi non li porta
E c’è anche chi li riporta!

Titolo: Capigliature
Stile: canzone

(sulla melodia de “La guerra di Piero”)

Capelli neri / capelli biondi
capelli bianchi / capelli rossi
capelli brutti / capelli belli
lisci, gassati o ferrarelli
(coretto. “lalla – lalla – larillallà.........”)

Capelli sporchi / capelli puliti
o puzzolenti o profumati
capelli tinti o naturali
capelli stopposi / capelli solari

Brutti capelli aggrovigliati
sul mio terrazzo sono volati
perchè qualche figlio di puttana
sbattè assai forte la sua pedana

(quasi parlato) Vorrei sapere proprio perchè
non usa l'aspirapolvere come me

(coretto “lellellelè – lellelellè.......”)

Le cose che fanno…

Le cose che fanno una notte d’estate
Il caldo
il venticello nel fogliame
la pelle asciutta ma appiccicosa
le zanzare e le stelle
il canto delle rane
la leggerezza dell’essere
i grilli e i piedi nudi
gli amici e gli insetti
la voglia di fare l’amore
un cane che abbaia in lontananza
l’odore di fieno e di iodio
e un sogno di Shakespeare

 
Le cose che fanno una notte d’estate
L’assiolo che proviene da boschi più in là
Dormire a gambe larghe sopra un letto svestito
L’andirivieni del gracidare delle rane lontane
Fronde appena scosse dal vento
Il riflesso della luna sul tuo corpo nudo
Lucciole che brillano nel frutteto
Pelli incollate dal sudore
Il rumore della zip di una tenda
Vedere le fronde di un uliveto al chiaro di luna
La brezza di un porto del sud
Camminare in cerca del fondo della notte per le vie deserte di un paese
I grilli perenni, costanti, fedeli a se stessi e a me
L’insonnia e le stelle
Un flauto nel buio
Sospiri accaldati e sogni vividi
Fuochi d’artificio
L’acqua tiepida del mare
I falò
‘na chitara e du’ spinelli
Le stelle cadenti
Il mare in amore
Braccia nude
Ballare fino a tardi
Fare l’amore sulla spiaggia
Essere cacciati dagli sdrai
Piedi nudi sull’erba umida
Urla di gioia per le vie addormentate 

 
Le cose che fanno una notte d’estate
(stesura per la terza età)

Guardare il cielo per veder
cadere una stella

Pensare all'alba
com'è bella quand'è bella

Sonni leggeri di zanzare
sogni leggeri da sognare

Il cuscino rigirato
il lenzuolo di lino ricamato

il piede che ne esce a cercare
un fresco ancora più fresco.