Con scrittura
creativa intendiamo un viaggio
di esplorazione delle
molteplici forme che assume il linguaggio senza limiti per
la curiosità, inventando giochi di parole, costruendo mondi
possibili e buffi, dove la parola diventa lo strumento per comunicare
le proprie sensazioni e cogliere le sfumature della realtà
che
ci circonda.
Organizziamo laboratori per ragazzi e adulti, incontri seminariali e altre iniziative di scrittura e lettura.
"Fuori dalle righe - laboratorio di scrittura stra-vagante"
Debora T. Stenta e Giorgia Monti
in luoghi non definiti perchè itinerante, (info 349.8627685)
a sabati alterni, a partire dal 23 gennaio, ore 16-19
"In punta di dita - laboratorio di scrittura espressiva"
Debora T. Stenta
presso Studio di Counseling "Nuovi Linguaggi", via Cornacchia 2 Faenza,
dal 15 gennaio a settimane alterne, ore 20
Queste sono le sintesi dei percorsi laboratoriali che proponiamo quest'anno:
La fucina dell'immaginario - per la scuola primaria
La fucina dell'immaginario - per la scuola secondaria
La fucina dell'immaginario - per adulti
Le tecniche e gli esercizi che abbiamo messo a punto di ispirano ad autori e sperimentatori soprattutto europei (surrealisti, dadaisti, Handke, letteratura per l'infanzia, nonsense, scrittura giocosa antica, poesia italiana dagli anni ’70, filastrocche, etc.) e mirano alla maturazione di un gusto per la conoscenza e il gioco con la lingua intesa come forma e come sostanza, e all’esplorazione dell’interrelazione tra significato e significante.
Lo
scopo delle nostre
attività di scrittura è quello di far
avvicinare
ancora di più i partecipanti ad un uso della parola e del suono
intenso e profondo, tentando di fare agire tutti i livelli
possibili di coinvolgimento (cuore, organi di senso, corpo, mente,
etc.), collegando il
linguaggio orale e scritto anche ad altri linguaggi ed
esplorando quindi anche nessi e correlazioni tra le nostre diverse
esperienze
in altre discipline di espressione artistica, intellettuale e
corporea.
Un ulteriore stimolo è rappresentato dall’emozione
che suscita la lettura.
Di seguito alcuni prodotti della maratona di scrittura del 24 giugno 2008:
Conseguenze inaudite
I cadaveri squisiti (post-titolati)
Improvvisazioni scrittorie
Stile: fiaba
Enero Dentenero
Enero era nato nel mese di gennaio, di un inverno molto freddo. Era
cresciuto insieme alle sue quattro sorelle in un paese sopra Borgo Rio.
Una ad una le sue sorelle partirono a sposarsi in città, ed
Enero rimase solo con i suoi due vecchi genitori. A casa
c’era da fare: tagliare la legna, dare da mangiare agli
animali, portarli nei pascoli. Ma lui si annoiava, sentiva la
solitudine, e così si consolava mangiando dei gran dolci.
Gli venne una carie, e dovette andare in città dal dentista.
È lì che fece la conoscenza del dottor
Sbiancador. Si innamorarono a prima vista, si sposarono ed ebbero tanti
pazienti.
Titolo:
La vita in collina
Stile:
fiaba
Un
tempo lontano lontano, quando l'uomo andava a quattro zampe, la vita in
collina
era più adatta a lui; per opera del mago Tiramolla, infatti,
le zampe davanti
si allungavano e si accorciavano a seconda della pendenza del terreno,
sia che
fosse in salita, sia che fosse in discesa… Così
l'uomo andava avanti e
indietro, di qua e di là senza che le ginocchia delle zampe
dietro gli
facessero male...
Ma
un giorno, a causa di un grande scrollone, la collina si
appiattì. Allora
l'uomo si chiese: “Perché vado a quattro zampe,
che tanto è tutto in piano ?”.
Poi si mise davanti a uno specchio magico, che lo rifletteva come se
fosse
eretto, sulle zampe dietro. Si piacque di più. Chiese allora
allo specchio
“Specchio specchio che mi vedi, da oggi potrei camminare sui
piedi?” (sì,
perché le zampe dietro, lui le chiamava già
così).
Lo specchio, che era nemico del mago Tiramolla,
acconsentì. È da allora che l’uomo vive
eretto, felice e contento. Ma delle
volte ha male ai piedi.
Stile: grezzo
Cacchio vuol dire “Insostenibile”?
La leggerezza lo so, a me mi piace la leggerezza, che se invece una
cosa è pesante, uno fa fatica.
Me mi viene il mal di schiena, presempio.
Essere, l'essere...... boh, e allora? Può voler dire che
è un essere, come per dire l'essere umano, oppure l'Essere
con la lettera grande, che sarebbe Dio per chi ci crede, che io a modo
mio ci credo, ma nei preti no.
Se no può essere l'essere come quando uno dice “io
sono, lui è, loro sono...”, che mi ricordo che a
scuola in terza elementare l'abbiam studiato.
In conclusione, adesso che rileggo bene il titolo, dico che
è proprio vero, che una cosa può essere
così pesante che uno non la tiene su, anche se per un altro,
per dire è leggerissima: presempio, un sputo.
Stile: canzone
Capelli di qua, capelli di là,
ma cos’è tutta questa roba qua?
Lunghi corti ricci mossi
Ma perché perché perché?
Le
cose che fanno…
Le cose che fanno una notte d’estate
Il caldo
il venticello nel fogliame
la pelle asciutta ma appiccicosa
le zanzare e le stelle
il canto delle rane
la leggerezza dell’essere
i grilli e i piedi nudi
gli amici e gli insetti
la voglia di fare l’amore
un cane che abbaia in lontananza
l’odore di fieno e di iodio
e un sogno di Shakespeare
Le
cose che fanno una notte d’estate
L’assiolo
che proviene da boschi più in là
Dormire a gambe larghe sopra un letto svestito
L’andirivieni del gracidare delle rane lontane
Fronde appena scosse dal vento
Il riflesso della luna sul tuo corpo nudo
Lucciole che brillano nel frutteto
Pelli incollate dal sudore
Il rumore della zip di una tenda
Vedere le fronde di un uliveto al chiaro di luna
La brezza di un porto del sud
Camminare in cerca del fondo della notte per le vie deserte di un paese
I grilli perenni, costanti, fedeli a se stessi e a me
L’insonnia e le stelle
Un flauto nel buio
Sospiri accaldati e sogni vividi
Fuochi d’artificio
L’acqua tiepida del mare
I falò
‘na chitara e du’ spinelli
Le stelle cadenti
Il mare in amore
Braccia nude
Ballare fino a tardi
Fare l’amore sulla spiaggia
Essere cacciati dagli sdrai
Piedi nudi sull’erba umida
Urla di gioia per le vie addormentate
Le cose che fanno una notte
d’estate
(stesura per la terza età)
Guardare il cielo per veder
cadere una stella
Pensare all'alba
com'è bella quand'è bella
Sonni leggeri di zanzare
sogni leggeri da sognare
Il cuscino rigirato
il lenzuolo di lino ricamato
il piede che ne esce a cercare
un fresco ancora più fresco.